Un popolo delle steppe nel cuore dell’Europa.

Nel cuore dell’Europa, sulle sponde del Danubio , vive un popolo proveniente dalle steppe.
Ebbene si perché i magiari o ungari (il maggiore gruppo etnico che rappresenta l’attuale Ungheria) provengono da uno dei mitici sette regni delle steppe, eredità dei khan e degli imperi “nomadi”.

Questo popolo, forte della sua cavalleria e del sua capacità di spostamento, giunse in Europa intorno al IX secolo D.C. dove attuò una serie di incursioni ai danni dell’Impero Carolingio e del Nord Italia.
Molti ricchi monasteri in Europa come interi villaggi vennero saccheggiati e/o scomparirono, arrivando così a far vacillare l’impero, anche perché più o meno contemporanee ci furono le invasioni dei Normanni e le continue incursioni dei Saraceni.
L’etnia magiara, forte delle sue origini di ceppo uralo/altaico, praticava religioni di tipo sciamanico e politeistico. Riti, superstizioni e stretto rapporto con gli eventi naturali determinavano il profilo spirituale dei magiari. La sua espansione ad occidente fu bloccata solo grazie alla Battaglia di Lechfeld nel 10 agosto del 955 dove Ottone il Grande, capo Germanico, sconfisse le truppe magiare confinandole nell’Europa orientale. .
Pochi anni dopo avvenne un fatto che cambiò le sorti dell’Europa. Quelle che era un popolo giunto dal lontano est, dai regni delle steppe, solo duecento anni dopo il suo arrivo in Europa si convertirì in massa al Cristianesimo. Ciò avvenne grazie all’incoronazione di Stefano I, Vajk il suo nome di Battesimo di origine turca.
Stefano diede vita a riforme che contrastarono le usanze pagane, favorì la diffusione del Cristianesimo con numerose leggi tra cui quella che aboliva l’utilizzo dell’alfabeto runico rendendo il latino la lingua ufficiale.
Stefano avrebbe voluto abdicare per ritirarsi ad una vita di contemplazione spirituale affidando il regno nelle mani dell’unico figlio ancora vivente, Imre, tuttavia nel 1031 questi venne ferito a morte in un incidente di caccia.

Dall’elogio funebre per il figlio:
« Per un imperscrutabile disegno divino la morte lo ha preso,
così che la malvagità non possa corromperne l’anima
e che ingannevoli pensieri non possano deviarne la mente –
come il Libro della Sapienza insegna per le morti premature. »
(Stefano I d’Ungheria)

Un dolore insopportabile da cui non si riprese più.

In seguito alla sua morte molti fatti miracolosi vennero riconosciuti davanti alla sua tomba, avvenne così il processo di canonizzazione portato avanti da Papa Leone VII che nel 1083 nominò il defunto re: Santo Stefano d’Ungheria.
Nel 2000 Stefano è stato canonizzato anche dalla Chiesa ortodossa, primo nuovo santo ad essere dichiarato tale da Cattolici e Ortodossi dopo lo scisma delle due chiese.
Nel maestoso Piazzale degli eroi (luogo che visiteremo nel nostro tour) campeggia la statua del Re Santo a cui tutti gli ungheresi sono devoti.

Questa figura traghettò un popolo delle steppe nel cuore politico e spirituale dell’Europa determinando una trasformazione di confini e storia che tutt’oggi ha le sue conseguenze.

Se vuoi saperne di più partecipa al nostro viaggio

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