Al suo nome rispondi: settembre.

L’acero e l’edera, la quercia e il nocciolo, il pioppo e il faggio sotto la pioggia lenta e costante d’autunno  si vestono con caldi colori. Le nostre colline si trasformano in rossi giganti che ricurvi reggono sulla loro schiena gli antichi borghi. Cresce il muschio sul tufo, sulle mura. Qui copre vecchi archi, lì sepolcri abbandonati. L’odore della terra umida scivola dentro le ossa e ci prepara alla nuova stagione.

D’autunno l’Umbria canta sé stessa. Eremo e castello, locanda e fortezza, al suo nome rispondi: settembre.

 

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