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Il Giardino del Paradiso

Visita guidata tra le meraviglie dell’Aventino

Info brevi

Il Giardino degli aranci, San Domenico, San Pietro, i Cavalieri di Malta, Roma e la sua magnificenza. Questi sono gli argomenti che tratteremo nella visita guidata “Il Giardino del paradiso”.

Tra storia e spiritualità seguendo le tracce delle nostre Radici, camminando in un luogo che di Radici ne possiede tante. Quelle della storia e degli alberi che da secoli crescono nei giardino di questo famoso colle.

Davanti ad uno dei panorami più famosi del mondo, per scoprire e capire la storia dell’Aventino.

Prossime Date:
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Quota di partecipazione

La quota di partecipazione è di 12 Euro
Il pagamento può essere effettuato in loco prima della partenza del tour

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Un assaggio della visita guidata

La visita all’Aventino consente di godere la spiritualità che anima piazze e giardini, oltre alle celebri chiese, e di osservare vedute della città magnifiche, che hanno ispirato i Padri Domenicani e prima di loro gli insediamenti paleocristiani che hanno dato origine alle chiese.
Il percorso si avvia dal Giardino degli Aranci, soggetto non casuale ma legato all’arrivo di S. Domenico di Guzman, che riceve nel 1219 dal papa Onorio III l’antica chiesa di S. Sabina e fonda il più importante convento domenicano, concepito per lo studio, la meditazione e la preghiera; S. Domenico porta con sé un arancio dalla Spagna, secondo la tradizione di quel paese,e  lo pianta nell’orto del convento, dove ancora è presente un albero di arancio derivante dal pollone antico. Il Giardino degli Aranci intende riproporre il tema del paradiso terrestre, dove l’arancio è l’emblema della Chiesa. Il luogo, per la posizione elevata e la libertà legata alla posizione appartata, diviene nel XVIII secolo la prima sede dell’Arcadia, luogo di musica e di teatro. Il luogo è in prossimità dell’attuale Roseto comunale, ora dedicato alla coltivazione delle rose con esemplari rari e rinnovati ogni anno con le rose vincitrici del concorso internazionale; in realtà, la scelta del sito per il roseto deriva dal rispetto per l’uso di un terreno sacro agli ebrei, essendo tra i più antichi cimiteri ebraici, solo in parte smantellato dopo la seconda guerra mondiale.
Si prosegue verso il giardino di S. Alessio, da dove si ammira un altro panorama cittadino celebre, con una chiesa anch’essa paleocristiana, che conserva all’esterno il campanile del XIII secolo.
Si prosegue verso la piazza di S. Maria del Priorato, sistemata in modo originale da Giovanni Battista Piranesi alla fine del XVIII secolo, con arredi e simboli legati al vicino Ordine di Malta; di qui si ammira la cupola della basilica Vaticana dal buco della serratura del giardino di quell’Ordine, cui appartiene la chiesa, accennando al significato dello stesso Ordine. Si passa quindi nel giardino della chiesa di S. Anselmo, la più moderna, che riprende però i caratteri medioevali delle chiese del colle.
Si ritorna verso il roseto e si prosegue verso la chiesa di S. Prisca, in generale sconosciuta in quanto stretta tra due alti muri, ma decisamente importante, essendo la prima chiesa paleocristiana del colle, risalente al IV-V secolo, su una domus romana del I secolo d.C., citata nella lettera di S. Paolo ai Romani; affidata ai monaci basiliani di S. Maria in Cosmedin nell’VIII secolo, è stata luogo di rifugio dei monaci perseguitati nell’Impero di oriente, che hanno portato la lingua e la cultura greca dei primi Padri. Ricostruita agli inzii del ‘600 , conserva pitture  arredi sacri importanti.
Tra un matrimonio e l’altro potrebbe essere possibile accedere alle chiese, in modo rispettoso; comunque, fuori alla chiesa di S. Sabina, dopo il giardino degli Aranci, sarà data un’esauriente spiegazione sulla storia della chiesa, così come di altri insediamenti vicini, non accessibili (edificio del noviziato dei Gesuiti).

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