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Basilica di San Clemente

tra Oriente e Occidente

Info brevi

2000 anni di storia racchiusi in un unico luogo. Spettacolari mosaici ed affreschi. La casa dei gladiatori, la Basilica antica e la Basilica medievale. Sopra le tracce dell’incendio neroniano sorge un meraviglioso luogo, crocevia della storia, dove è possibile ammirare il succedersi dei secoli.

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Tra pochi gironi avremo il piacere di condividere un’esperienza emozionante: scendere nei sotterranei romani fino alle case del primo secolo d. C., dei tempi di Nerone e della dinastia giulio-claudia, con una piazza animata da un’abbondante sorgente d’acqua, che ancora scorre ben visibile e accompagna con il rumore la visita.

In alcuni ambienti è stata realizzata una scuola dedicata allo studio e alle pratiche sacre legate al culto di Mitra, importante culto monoteistico che anima il mondo occidentale e medio orientale in contemporanea al diffondersi del cristianesimo; gli ambienti della scuola, oltre alle sculture, sono decorati con finissimi stucchi bianchi analoghi a quelli (non visitabili) della Domus Aurea; si risale alla chiesa superiore, di età costantiniana (IV secolo d.C.), tra le più antiche chiese cristiane di Roma; la chiesa è costruita sulla piazza della struttura preesistente e utilizza colonne di spoglio. E’ una chiesa a tre navate, decorata con pitture molto belle che vanno dal IV all’XI secolo. Sono illustrate le storie dei santi Clemente, Cirillo e Metodio, collegando il culto romano con quelli slavi, dove ha predicato S. Andrea; le reliquie di S. Cirillo sono conservate in questa chiesa ed è stato scoperto un ritratto dell’XI secolo di un monaco bizantino, identificato con questo santo.

Le pitture sono un racconto per episodi, dove si ritrova S. Alessio, di cui si è già parlato nell’omonima chiesa all’Aventino. Sulle pitture legate alla passione di S. Clemente, il terzo papa dopo S. Pietro, compaiono le prime scritte in volgare, piuttosto vivaci (l’imperatore Sisinnio inveisce chiamando i suoi soldati fili de le pute…). Attraverso percorsi suggestivi si osservano la chiesa paleocristiana e le ultime scoperte di affreschi e di parti fino a poco tempo fa inaccessibili. Si risale alla chiesa superiore, costruita dopo il sacco di Roma dei Goti del 1084.

La chiesa presenta uno splendido mosaico absidale, ricco di simboli, con una grande croce e l’albero della vita, oltre ai soggetti legati a Cristo, agli Apostoli e alla Vergine. Ricchissima è la decorazione cosmatesca, la schola cantorum, gli amboni, il ciborio e le testimonianze della rinascita dopo l’invasione. Oltre a splendidi monumenti sepolcrali quattrocenteschi, la chiesa testimonia un’altra rinascita di Roma dopo l’esilio avignonese dei papi: Martino V Colonna entro il 1431 la fa decorare, su commissione del milanese Branda Castiglioni, con i rarissimi affreschi di Masolino da Panicale (il celebre pittore fiorentino rinascimentale), che ha illustrato una bellissima cappella, dedicata a S. Caterina d’Alessandria e a S. Ambrogio.

Non manca nella chiesa anche la fase ottocentesca di recupero del cristianesimo delle origini, come nell’oratorio e chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami, già visitata: le pitture ottocentesche illustrano la storia dei santi Cirillo e Metodio in una cappella della navata destra. Si esce infine nel quadriportico costantiniano, rinnovato nel Settecento: è l’esempio meglio conservato delle prime basiliche cristiane, con un ampio spazio che precede l’ingresso alla chiesa, destinato alla meditazione e alla purificazione con l’acqua. Si è così percorso un viaggio  che va dal I secolo dopo Cristo al XIX secolo, tra Oriente e Occidente.

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