RODIN E DANTE ALIGHIERI

Passeggiando per Parigi capita di incontrare uno dei luoghi meno famosi ma più interessanti della ville Lumiére: la casa/museo di Rodin.

Il giardino, interno alla struttura, è un tripudio di sculture e prima di entrare nella sala espositiva si possono ammirare tutte le migliori opere dell’artista.

Auguste Rodin figura tra gli scultori più importanti degli anni a cavallo tra il 1800 e il 1900, nonostante questo la sua fu una vita travagliata composta da molte difficoltà.

Nasce a Parigi in una modesta famiglia, secondo figlio di un ispettore di polizia, comincia a disegnare a dieci anni per poi specializzare la sua tecnica nella Petite ècole e poi nella Grand ècole. La sorella Maria, maggiore di due anni, morì in un convento di peritonite nel 1862. Rodin ne soffrì molto in quanto si sentiva in colpa per averla presentata a un corteggiatore infedele. Abbandonata l’arte per un breve periodo si unì a un ordine religioso cattolico, la Congregazione del Santissimo Sacramento.

Convinto da un Padre del convento a lasciare l’ordine ed a continuare con le sue opere, nel 1875 riesce a visitare l’Italia, un’esperienza che segnerà una grandissima svolta nella sua carriera di scultore. Viene attratto dalle opere di Donatello e Michelangelo e dalla Divina Commedia di Dante. Di ritorno in Francia, combattè molto contro l’ambiente accademico dell’epoca, non più abituato a progetti neo classici ma sempre più vicino al simbolismo modernista che disprezzava le figure mitologiche ed allegoriche tradizionali. Nonostante questo primo periodo di conflittualità riesce a farsi apprezzare per la sua bravura e ad accreditarsi tra gli artisti che contano vincendo una gara per la creazione della porta del Museo delle arti decorative di Parigi.

Il progetto al quale si dedica è uno dei lavori più affascinanti prodotti dall’arte francese: “La porta dell’inferno” davanti alla quale avrebbe posizionato il suo “pensatore”. Un’intera opera che prende spunto dalla Divina Commedia del nostro Dante Alighieri (pare che il pensatore sia proprio lui) alle spalle del quale si agitano tra colate laviche e lamenti strazianti le anime dell’inferno. Una riflessione sui male e sulle sofferenze, sul dolore. Una riflessione intima e profonda espressa in una lavoro minuzioso e maestoso. Non rimanere ipnotizzati, catturati, da quest’opera è quasi impossibile. Consigliamo a tutti la visita in questo splendido luogo!

http://www.musee-rodin.fr/

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